TITOLO DEL PROGETTO: 
APPLICAZIONE DELLA FERTILIZZAZIONE AZOTATA DI PRECISIONE NELLE AREE AGRICOLE DEL PICENO



L'incremento della popolazione mondiale richiede sempre più un’agricoltura sostenibile, in grado di produrre derrate agricole in quantità e qualità adeguata, e in grado di conservare e migliorare le risorse naturali coinvolte. Per coniugare queste due esigenze si guarda sempre più ad un miglioramento ed un'ottimizzazione della gestione dei mezzi tecnici utilizzati, con particolare riferimento alla fertilizzazione azotata.


Nel terreno l’azoto si trova sia in forma organica, sia in forma inorganica o minerale.

La forma organica (convenzionalmente indicata come -NH2) è costituita da tutti i composti organici contenenti azoto che si trovano all’interno del terreno. L’azoto presente nel terreno in forma organica è contenuto:

  • - negli organismi viventi;

  • - nella sostanza organica indecomposta e in via di decomposizione;

  • - nell’humus e cioè nella sostanza organica uNificata.

In forma organica l’azoto non è direttamente e immediatamente utilizzabile dalle piante. Nel tempo, attraverso il processo di mineralizzazione della sostanza organica, l’azoto organico viene progressivamente trasformato in azoto ammoniacale e successivamente in azoto nitrico (assorbibile dalle piante).

Fisiologicamente, le radici delle piante hanno la capacità di assorbire l’azoto in forma nitrica, in forma ammoniacale e in forma di molecole organiche molto semplici, come l’urea e alcuni amminoacidi. Ovviamente, però, per poter estrinsecare questa capacità è necessario che le forme di azoto indicate siano effettivamente presenti sulla superficie radicale. Nel terreno, l’azoto ammoniacale, che è uno ione con carica positiva (NH4+), viene adsorbito e trattenuto sulle superficie delle argille e della sostanza organica, trovandosi così nella soluzione circolante del terreno in quantità molto ridotte e per tempi molto brevi. Di contro l’azoto nitrico, che è uno ione con carica negativa (NO3-), si trova quasi completamente disciolto nella soluzione circolante del terreno, all’interno della quale si muove per flusso di massa e può raggiungere con estrema facilità la superficie delle radici ed essere quindi assorbito.

Di conseguenza, in pieno campo, l’assorbimento dell’azoto da parte della vegetazione avviene quasi esclusivamente a carico della sola forma nitrica.

L'azoto esercita sulle piante una intensa azione di stimolo alla crescita, gli eccessi di azoto sono negativi per il normale sviluppo vegetativo delle piante stesse e aumentano il rischio della contaminazione da nitrati delle acque.

Questo è uno dei motivi principali che ha portato VINEA a proporre l'ACCORDO AGRO AMBIENTALE D'AREA, all'interno del quale si è deciso di promuovere un progetto per applicare nuovi metodi di gestione agronomica della fertilizzazione azotata, in grado di garantire una maggiore precisione nell’individuazione delle dosi e delle modalità di applicazione dei fertilizzanti azotati e nello stesso tempo, garantire una diminuzione dei rischi di contaminazione delle acque.


L’obiettivo principale del progetto è quello di fornire alle aziende che rientrano nell'AAA, un sostegno tecnico scientifico utile all’applicazione di buone pratiche agronomiche di fertilizzazione azotata.

Gli obiettivi correlati sono:

  • l’efficientazione massima dell’azoto apportato valorizzando le capacità naturali del suolo e le condizioni di assorbimento da parte della pianta tramite le fertilizzazioni, con conseguente minor rischio di lisciviazione e una maggiore tutela delle acque dall’inquinamento determinato dalla attività agricola;

  • Fornire all’agricoltore maggiori elementi per le scelte gestionali;

  • Riduzione dei costi fissi di fertilizzazione azotatata dovuta alla migliore efficacia delle unità di fertilizzate apportato;

  • Determinazione del miglioramento della funzionalità del ciclo del carbonio nel suolo, strettamente legato al ciclo dell’azoto;

  • Il coinvolgimento di aziende agricole, di soggetti pubblici e privati allo scopo di accrescre la cultura tecnica sullo specifico tema delle buone pratiche di fertilizzazione e sulle ricadute ambientali di tali azioni.

La conduzione delle attività di progetto è stata garantita dai tecnici Vinea con la collaborazione diretta delle aziende agricole, con il supporto tecnico operativo dei tecnici pedologi della P.O. Monitoraggio Suoli e con la supervisione scientifica dei tecnici agronomi/analisti dell’UNIVPM.



Per la realizzazioni del progetto sono state previste le seguenti azioni:


A) “scelta delle aziende rappresentative”

In questa fase del progetto si è provveduto a selezionare, all’interno dell’universo delle aziende agricole aderenti all’AAA, un campione rappresentativo di aziende nelle quali sono state effettuate le misure test previste nel protocollo attuativo


B) Individuazione delle Unità di Terre Aziendali (UTA)

All’interno di ogni azienda individuata, al fine di programmare le misure in campo, le attività di progetto hanno previsto la delineazione delle Unità di Terre Aziendale. A questo scopo è stata utilizzata la procedura ritenuta più adeguata tra quelle proposte nel “Manuale di campagna per il campionamento e la descrizione dei suoli in contesti aziendali”(ASSAM – Regione Marche).

La caratterizzazione pedologica del sito e la sua correlazione con le Unità Tipologiche di Suolo regionali (UTS) sono state curate e definite sulla base dei manuali della P.O. monitoraggio Suoli – Servizio Agricoltura Forestazione e Pesca della Regione Marche. I principali parametri individuati si riferiscono alle caratteristiche di genesi dei suoli (orizzontazione, figure pedogenetiche, struttura, colore ecc), alle caratteristiche fisico- chimiche degli orizzonti funzionali (tessitura, scheletro, complesso di scambio, dotazione nutrienti, frazioni carbonio organico ecc).L’individuazione delle UTA è necessaria per una corretta estensione del dato alle diverse scale, aziendale e comprensoriale.


C) Misure dirette in campo con strumenti speditivi

Per ogni UTA è stato definito lo specifico protocollo di campionamento dei suoli con l’individuazione delle misure; il protocollo contiene le seguenti informazioni:

  • Dati di gestione agronomica (potature, lavorazioni, fertilizzazione)

  • Misura del contenuto di azoto nitrico nel suolo (concentrazione ppm NO3- tramite tecnologia fotometrica)

  • Tempi e modalità di esecuzione delle misure dell’azoto.

  • Tempi e modalità di campionamento per misure in laboratorio.


D) Pratiche di fertilizzazione di precisione per tipo di azienda e sistema di gestione.

Per ogni UTA sono state rilevate le dosi di azoto distribuite dall’agricoltore attraverso le tecniche di fertilizzazione, i materiali utilizzati e le epoche di distribuzione. Nel corso delle attività sono state rilevate ulteriori informazioni correlate in merito alla disponibilità dei materiali in commercio, alle difficoltà nella pratica della distribuzione e alla disponibilità di macchine e attrezzature idonee alla distribuzione.


E) Valutazione in itinere delle esperienze condotte ed estensione dei risultati al resto delle aziende aderenti all’AAA

Attraverso il collegamento geografico tra la scala aziendale (UTA) e le caratteristiche territoriali (UT), nel corso dell’attuazione del progetto, sono state trasferite le esperienze condotte sul campo alle altre aziende con simili condizioni ambientali e di gestione agronomica.


F) Realizzazione di un manuale di gestione della fertilizzazione azotata di precisione.

A conclusione delle attività progettuali, sulla base delle esperienze condotte sulle aziende campione e dai riscontri avuti con il resto delle aziende partecipanti all’AAA, è stato realizzato un manuale di gestione della fertilizzazione azotata di precisione. Il manuale rappresenta una vera e propria guida per gli agricoltori, con indicazioni utili per la corretta tecnica di fertilizzazione azotata, ancorata su caratteristiche del suolo misurate, sulle caratteristiche ambientali verificate e sulla gestione agronomica stagionale.

Il manuale sarà uno strumento a disposizione dell’agricoltore che lo porterà a gestire autonomamente nel tempo una fertilizzazione azotata di maggiore precisione


G) Divulgazione dei risultati delle esperienze condotte

Nel corso dell’intero periodo di attività progettuale sono stati organizzati momenti di confronto ed incontro con i partner del progetto e altri soggetti non coinvolti direttamente .



Partners coinvolti

  • Università Politecnica delle Marche - Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimetari ed Ambientali (soggetto partecipante dell'ATI)

  • P.O. MONITORAGGIO SUOLI: istituito con Delibera di Giunta Regionale n. 7 dell’11 Gennaio 2010 nell’ambito del Servizio Agricoltura Forestazione e Pesca,

  • Società Agricola Ciú Ciú (soggetto partecipante all'ATI)

  • Vitivinicola Costadoro (partecipante dell'ATI)

  • FIDEAS Srl

  • AGRICOLAE Società Cooperativa 

EVENTI
SEMINARIO
SEMINARIO dEL
2 AGOSTO

“Tecniche di misurazione dell’azoto nel terreno”

INIZIATIVA-DIMOSTRATIVA
INIZIATIVA DIMOSTRATIVA IN CAMPO
2 AGOSTO

“Tecniche di misurazione dell’azoto nel terreno”

INCONTRO-TECNICO_1
INCONTRO TECNICO
20 OTTOBRE

"APPORTO DI AZOTO - Tecniche di misurazione dell'azoto nel terreno"

seminario-20-ottobre-ore-18_1
SEMINARIO
20 OTTOBRE

"GESTIONE DELLE CONCENTRAZIONI AZOTATE NEI TERRENI, PREVENIRE GLI INQUINAMENTI DELLE FALDE"

convegno-22-ottobre-ore-16_1
CONVEGNO
22 OTOBRE

"NUOVI METODI DI GESTIONE AGRONOMICA DELLA FERTILIZZAZIONE AZOTATA!