LE MALATTIE DELLA VITE

 

 

PERONOSPORA

 

Agente patogeno: Plasmopara viticola

Patogeno obbligato policiclico

Svernamento: esclusivamente come Oospore (forma sessuata) nelle foglie cadute al suolo

 

 

Condizioni necessarie per le infezioni primarie:

  • oospore vitali e mature, cioè capaci di germinare prontamente. Le oospore immediatamente dopo la formazione non germinano (latenza); maturano durante lo svernamento

  • pioggia di almeno 10 mm nelle 24-48h. Consente la germinazione delle oospore e la dispersione dei macrozoosporangi

  • temperatura minima stabilizzata > 10°C. (optimum 20-22°C; no <10 e >28°C)

  • ospite suscettibile con germogli lunghi almeno 10 cm. Foglie con stomi e minor tomentosità.

 

Periodo di incubazione: varia in funzione della temperatura e dell’umidità relativa. A temperature ottimali di 20-25°C si completa in 4-5 gg.

Ciclo Peronospora (click per ingrandire)

 

Rischio epidemico

Aumenta per:

- gravi epidemie nell’anno precedente; > quantità d’inoculo

- piogge primaverili ripetute e precoci

- temperature intorno all’optimum

- U.R. elevate e persistenti

Diminuisce per:

- interramento dell’inoculo

- condizioni climatiche opposte alle precedenti

 

Condizioni climatiche che favoriscono l’epidemia della peronospora

  • diffusione dell’inoculo primario (numerosi focolai ben distribuiti)

  • precocità delle infezioni primarie; aumenta il numero dei cicli secondari e la durata dell’interazione O-P (t)

  • piogge frequenti favoriscono le infezioni secondarie

  • in assenza di piogge, rugiade persistenti favoriscono le infezioni secondarie

 

Pratiche agronomiche che favoriscono l’epidemia della peronospora

  • concimazioni azotate eccessive

  • portainnesti e cloni molto vigorosi

  • forme di allevamento a ricadere favoriscono l’aumento della bagnatura e ostacolano la corretta esecuzione dei trattamenti

  • terreni soggetti a ristagno idrico e vigneti in zone con rugiade persistenti

  • i germogli bassi o striscianti sul terreno, (compresi quelli emessi dal portainnesto, sebbene meno suscettibili)

 

OIDIO

 

Malattia trofica Uncinula necator (Oidium tuckeri)

Patogeno ectotrofico obbligato

 

 

 

Condizioni che favoriscono l’epidemia:

  • potenziale di inoculo primario elevato (cleistoteci e gemme oidiate)

  • diffusione dell’inoculo primario (numerosi focolai ben distribuiti)

  • precocità delle infezioni primarie (aumenta il numero dei cicli secondari e la durata (t) dell’epidemia)

  • situazione ambientale favorevole (aumenta il numero di cicli secondari e l’efficienza riproduttiva del patogeno)

 

L’oidio diventa visibile ai viticoltori in prossimità della fioritura

 

Ciclo Oidio (click per ingrandire)

 

Successivamente l’incidenza della malattia aumenta esponenzialmente e diventa distruttiva

 

 

BOTRITE

 

E’ un parassita ubiquitario e polifago, ha infatti la possibilità di alternare periodi di vita saprofitaria con altri a comportamento parassitario o emiparassitario.

 

 

Costituisce un pericolo potenziale per numerosissime colture alla cui protezione provvedono le condizioni ambientali che sono fortunatamente spesso sfavorevoli al patogeno.

Sulla vite la malattia colpisce le foglie (frequentemente dopo un attacco di oidio o di peronospora, a seguito di periodi particolarmente caldo umidi e specialmente su piante allevate in condizioni artificiali) con macchie clorotiche poi bruno –cuoio. Sulle foglie così devitalizzate si sviluppa una abbondante efflorescenza grigiastra (muffa grigia).

Più grave di tutti è l’attacco sui grappoli. L’alterazione è più frequente dove si presentano ferite dovute ad attacco di tignole o grandine per quanto l’attacco possa avvenire anche attraverso la cuticola integra per perforazione attiva del parassita.

 

Ciclo Botrite (click per ingrandire)

 

Difesa integrata della vite dalla botrite

  • La presenza costante dell’inoculo nel vigneto potrebbe costituire un ostacolo all’applicazione della difesa integrata

  • L’eliminazione delle cause predisponenti alle infezioni di B. cinerea comporta una riduzione sensibile del rischio epidemico e dell’incidenza della malattia

  • Per ottenere ciò occorre non esagerare con le concimazioni azotate, utilizzare portinnesti non troppo vigorosi e operare una corretta gestione della chioma